Dal 27 gennaio 2026, le imprese beneficiarie di incentivi pubblici hanno finalmente a disposizione lo strumento per sanare una delle irregolarità più frequenti e temute: l'assenza o l'errata indicazione del Codice Unico di Progetto (CUP) nelle fatture elettroniche.
Cosa cambia per le imprese
Fino ad oggi, una dimenticanza sul CUP obbligava il fornitore a emettere note di variazione e riemettere i documenti, con il rischio concreto di revoca dei contributi (es. PNRR, Transizione 5.0, bandi regionali). Il nuovo servizio web dell'Agenzia delle Entrate permette ora al soggetto che riceve la fattura di integrarla direttamente online, senza coinvolgere il fornitore.
Guida rapida all'uso
Dove: Portale "Fatture e Corrispettivi", area riservata (accesso con SPID, CIE o CNS).
Percorso: Sezione Consultazione > Monitoraggio dei file trasmessi > funzione "Integrazione CUP" (disponibile sotto la voce Comunicazioni).
Requisiti: Il servizio è utilizzabile per tutte le fatture con data operazione successiva al 31 maggio 2023.
Operatività: È necessario l’identificativo SdI del documento. Il CUP (15 caratteri) può essere associato all'intera fattura o a singole righe di dettaglio.
Nota di cautela: Sebbene la procedura sani l'errore ai fini della rendicontazione dei contributi, resta buona norma richiedere l'inserimento del CUP già in fase di emissione per garantire la massima linearità nei controlli automatizzati.
